Da qualche tempo questo blog arranca... vuol dire che è bene si fermi a risposare. Tutto sta nel decidere quanto: 1 settimana, 1 mese, 1 anno... il bello del Riposo è che non ha tempi da rispettare. Il fatto è che dopo oltre 2 anni e 340 post sento di non aver più nulla di originale da raccontarmi (perché il blog è poi questo: un mezzo utile per raccontare se stesso a se stesso). Magari l'originalità perduta è solo finita in un cassetto... chissa... Per ora: un abbraccio collettivo
sabato 28 novembre 2009
Time out
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lunedì 23 novembre 2009
Riti italiani
C'è un ministro, sconosciuto ai più, che forse per emergere dall'ombra di se stesso s'è inventato una polemica personalissima con quello che lui chiama un "rito" dannoso: mangiare. Ora, io capisco che in questo mondo contano solo i soldi, il produrre ricchezza (per gli altri), il senso del dovere e via discorrendo, ma arrivare a definire "rito" un bisogno primario (quello di mangiare) lo trovo leggermente stucchevole. Ma, forse, è solo perché sono un fannullone.
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Etichette: politica
domenica 15 novembre 2009
Fischi per fiaschi
Paolo è stato a San Siro a vedere gli All Black. E mi ha raccontato che lo speaker dello stadio è stato costretto a rammentare al pubblico che non è uso del pubblico del rugby fischiare l'avversario nel momento in cui, ad esempio, tenta la realizzazione di un calcio piazzato. Che tristezza. Possibile che le beceri abitudini da ultras di calcio ci trasformino in bambini discoli che la mamma o il papà sono costretti a riprendere a ogni occasione? Nel corso di una partita che è, oggettivamente, solo ed esclusivamente una festa che bisogno c'è di fischiare l'avversario per tentare di deconcentrarlo? In altri stati dove la passione per gli sport è decisamente più diffusa non ci sarebbe stato bisogno di un simile avvertimento. Ma in Italia la passione a senso unico per il calcio ci ha trasformati in popolo di fanatici. Guarire si può. Il primo passo? Spegnere la tv di fronte agli urlatori professionisti del pallone, sempre pronti a scannarsi sull'interpretazione di un rigore dato, e uscire di casa. Magari a lanciarsi una pallina da baseball, o a tirare verso un canestro, o a fare una corsetta, o magari ad alzare la palla oltre una rete cercando di non farla cadere a terra. Le occasioni non mancano, per imparare a non costringere lo speaker di San Siro a ricordare l'ovvio.
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giovedì 12 novembre 2009
Estremadura
Lo confesso: in geografia sono una capra. Non avevo infatti la più pallida idea dell'esistenza di una regione spagnola chiamata Estramadura. D'ora in poi sarà difficile che non ricordi questo particolare. Anche perché questa regione ha investito 14mila euro per un corso di educazione sessuale il cui titolo vale una standing ovation: "Il piacere è nelle tue mani". Nel corso del corso ampio spazio sarà dato al workshop "autoerotismo, masturbazione e gadget erotici". Capito? Quattordicimila euro di fondi pubblici per insegnare a ragazze e ragazzi l'importanza della masturbazione... e pensare che ai miei tempi dicevano che faceva diventare ciechi!
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Etichette: sessualità
mercoledì 4 novembre 2009
Vite marziane
La vicenda Marrazzo nasconde una verità più sottile della boccaccesca e inquietante storia ormai ben nota. Ed è una verità che ci tocca direttamente, nelle vesti di cittadini rappresentati da una classe politica che non è più (ma forse non lo è mai stata) lo specchio di ciò che l'Italia davvero è. Soprattutto in un'epoca di recessione. Un presidente della Regione, uomo che ha il potere di incidere con forza sulla vita quotidiana dei suoi rappresentati, che sposta immense moli di denaro pubblico sulla scacchiera delle priorità, che è voce ascoltata e determinante nel proprorre e approvare leggi, che dovrebbe pensare all'interesse di tutti e soprattutto delle fasce più deboli e più povere della società, quelle da sempre più disarmate - in particolare nei periodi di crisi come l'attuale - dovrebbe essere in grado di sapere o quantomeno di potersi immaginare ciò di cui è chiamato a deliberare. Ma come può un uomo, che ha l'opportunità di girare senza alcuna remora con 5mila euro in contanti nel portafoglio da spendere in una sera per un rapporto sessuale con un trans e una tirata di cocaina, anche solo immaginare cosa possa significare per una famiglia far bastare quei 5mila euro per un minimo di 4 o 5 mesi di bollette, rate, cibo? Quale contatto con la realtà deve avere quell'uomo che, se avesse avuto il vizio del fumo anziché quello di intricate intimità con tanto di droga party, si sarebbe anche potuto permettere di usare le banconote da 500 euro per accendersi le sigarette, invece che utilizzarle per far quadrare i conti di fine mese?
Di Gandhi e di San Francesco ce ne sono stati due nella storia ed è un'ingiusta utopia aspettarsi che i nostri rappresentanti (dal più piccolo dei Comuni fino al Parlamento) ricalchino quelle scelte di vita uniche e straordinarie. L'alternativa non può però essere quella attuale, di politici con stipendi mensili che un operaio deve sudare un anno per guadagnarsi, di governatori e sindaci pronti a giurare di pensare prima di tutto ai poveri senza neppure avere la possibilità di immaginare cosa voglia dire essere poveri. Queste persone dai conti in banca decisamente più alti dei valori che fingono di avere non mi rappresentano: sono vite marziane, inconciliabili con la vita sulla terra. E fino a quando la politica continuerà a essere solo carriera e privilegi sarà difficile anche solo sperare in un futuro migliore e in un presente meno falso.
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martedì 3 novembre 2009
Aerofagie cerebrali
E' incredibile quanto possano essere moleste le flatulenze di taluni cervelli. Ho letto e riletto la notizia, rilanciata da quasi tutti i quotidiani oggi in edicola (nonché on line) circa la "campagna soci" della sezione italiana del ku klux klan. La prima lettura è stata accompagnata da un sentimento di incredulità. La seconda da una fastidiosa sensazione di preoccupazione. La terza da un'annoiata reazione di sdegno. La quarta da una sana risata. Ed è quest'ultima, mi sembra di poter dire, la reazione più giusta. Perché di fronte al nulla nascosto (ma neppure troppo) dietro alle pompose e deliranti parole riportate dai seguaci nostrani dei cappucci bianchi Usa non è concesso avere paura. E' indubbio che a scrivere quelle farneticazioni razziste, omofobe e neanche molto velatamente naziste ci siano braccia rubate ai campi di concentramento - è questo è oggettivamente preoccupante - ma la storia dovrebbe avere insegnato che più degli slogan può la sostanza, che più dell'odio può l'amore, che più della violenza può un sorriso. E che il fastidioso puzzo di una scoreggia, come quella emessa dal cervello dei cappuccetti bianchi, è sì nauseabondo, ma di breve durata.
p.s. Consiglio anche la lettura di Michele Serra qui sotto, che scrive su un'analoga questione di idiozia xenofoba
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giovedì 29 ottobre 2009
Costringiamoli ad abbassare il pieno
La notizia è questa: "Shell ha ritoccato il prezzo di 0,5 millesimi, portando il litro di verde a 1,334 euro. E' il prezzo massimo da un anno". Non penso sia un caso che proprio shell ci regali questa gioia per i nostri portafogli. Per questo torno a rilanciare la proposta già fatta da Beppe Grillo a suo tempo, ovvero quella di uno sciopero per costringere le compagnie petrolifere a pensarci bene a tartassare gli automobilisti. Da un paio di anni io non faccio più rifornimento nei distributori Esso e Shell. Se tutti facessimo così, Esso e Shell (sicuramente tra le più grandi compagnie) vedrebbero i propri guadagni scendere e inizierebbero - forse - a rivedere la politica dei prezzi. Anche perché l'aumento della verde arriva nei giorni in cui la quotazione del petrolio cala. Bizzarro, vero? E io pago...
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mercoledì 21 ottobre 2009
L'abbraccio che si fa attendere
Papa ha avuto una bambina. La bella notizia l'ha raggiunto questa estate, mentre lui era su una spiaggia in provincia di Grosseto. Da qualche settimana Papa è tornato a Como, con il suo sorriso, la sua stretta di mano tra il vorrei e il non oso, e la felice novità da regalare ai tanti che lo conoscono e lo salutano. Mentre mi raccontava della figlia e della moglie, non aveva però lo sguardo che ti aspetti da un papà che ti parla della sua bambina. E non aveva neppure la classica foto, magari scattata con telefonino, che in occasioni simili si esibisce con giusto orgoglio. Non che Papa non abbia voglia di poter raccontare quanto bella sia la sua bambina. Il problema è che Papa la sua Ami non l'ha ancora vista. Neppure in fotografia. "Il Senegal è lontano e il viaggio costa", dice col tono di chi si sente in dovere di giustificare. "Ma, Papa, quando pensi di poter andare?" chiedo dimostrando una curiosità priva della necessaria sensibilità. "Non so. Spero l'anno prossimo. Intanto aspetto la foto: un mio amico dovrebbe portarmela tra un mese". Papa non nega il regalo di un sorriso, stringe la mano e ricomincia il suo giro con in braccio libri da vendere invece della sua bambina.
ps questa storia avviene a Como. Ed è un motivo secondo me valido per indignarsi contro chi vomita odio verso gli immigrati.
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Etichette: amore, immigrazione
lunedì 19 ottobre 2009
Esalazioni di povertà
Ho la sensazione, a volte, che non esista altro in Italia se non la legge del denaro. Qualche bel gesto di solidarietà, alcuni sorrisi di convenienza, ma chi tiene le redini sembra guidato solamente dalla legge del denaro. Del "do ut des". Del "paga e ti sarà dato". Del "ti servirà anche per vivere, ma se non hai i soldi t'attacchi". Oggi questa sensazione è più forte che in altre occasioni. Forse perché fatico a digerire la morte di un bambino, ucciso dalle esalazioni della miseria e dall'insensibilità della burocrazia.
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venerdì 16 ottobre 2009
Stalking televisivo
Se una decina di anni fa mi avessero ibernato per poi risvegliarmi in questo sciagurato 2009 son certo che la prima domanda che avrei fatto sarebbe stata: ma che pianeta è, questo? La rapidità con la quale vengono quotidianamente stravolte le regole di una convivenza Democratica e Civile sono ormai frenetiche. Fatico a stento a digerire (o, meglio, sopportare) i toni di uno scontro politico sempre più staccato dalla realtà delle persone quand'ecco che mi leggo questa notizia: una telecamera di Canale 5 ha "pedinato" e ripreso di nascosto il giudice Mesiano. Mandando poi in onda un servizio annunciato più o meno così: ecco i presunti e fantomatici comportamenti stravaganti del giudice del caso Cir-Fininvest. Canale 5, in quanto rete ex Fininvest, è direttamente una parte in causa della sentenza civile che tanto ha fatto discutere nelle ultime settimane. Ciò che ha fatto la troupe dell'imperdibile programma "Mattino 5" per molti è normale. Qualcuno potrebbe addirittura confonderlo per giornalismo. E invece è po' come se io privato cittadino, dopo aver avuto la sventura di perdere un processo, mi mettessi a seguire il giudice che mi ha giudicato e lo riprendessi con una telecamera, organizzando poi una proiezione pubblica per deriderlo dei calzini turchesi e dei mocassini bianchi.
So che questo blog è visto da pochi intimi, ma se qualcuno si sentisse offeso dalle mie parole e decidesse di pedinarmi per documentare i miei "comportamenti stravaganti", lo prevengo: in macchina sembra che parli da solo, ma è perché canto a squarciagola le canzoni (ultimamente quasi esclusivamente quelle di Bruce). Un amico sardo giudica il mio abbigliamento ben peggio che stravagante (ma, forse, perché non s'è mai visto lui). Compro tutti i giorni la Stampa e non è improbabile vedermi ridere da solo dopo aver letto il buongiorno di Gramellini. Leggo al bar L'Ordine dell'amico Miglia e vengo ripescato a ridere per i "dicono" e per le "intercettazioni". Bacio e abbraccio una bimba vestita di cioccolato e dolce come solo il cioccolato sa di esserlo. Ammetto: sembra stravagante. E lo è: abbracciare e ballare in pubblico la propria figlia è roba che ormai non si vede più, su questo pianeta inaridito. Pare fosse un'usanza antica. Alcuni studiosi, per poterla ripescare, sono dovuti andare indietro nel tempo anche di una decina di anni. Nell'era della mia ibernazione.
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Etichette: democrazia, follia, televisione
mercoledì 14 ottobre 2009
Giorni che contano
Ci sono date che restano per sempre. Che entrano a far parte della storia, nel Bene e nel male. Giorni che sono Più di altri giorni. Perché un fatto o una persona li hanno innalzati dal rango della quotidianità per metterli sul piedistallo della straordinarietà. Alcuni Giorni sono soggettivamente straordinari. Per me, ad esempio, il 25 febbraio sarà sempre una data che mi farà battere il cuore, perché è il giorno in cui ho incontrato mia Figlia. Poi ci sono Giorni oggettivamente speciali. Io ho memoria di almeno tre di questi, due dei quali tragici: l'11 settembre 2001, il 16 gennaio 1991 (il primo bombardamento su Baghdad) e il 4 novembre 2008 (l'elezione di Obama a presidente Usa). Altri Giorni ho imparato a conoscerli sui libri di storia o nei racconti di chi li ha vissuti. Uno dei Giorni che hanno maggiormente inciso nella nostra storia è il 2 ottobre 1869. Quel sabato è nato Mohandas Karamchand Gandhi, una delle voci più candide, forti, dolci che abbiano accarezzato questa terra. Con colpevole ritardo soffio su queste 140 candeline, ricordando una delle Sue innumerevoli frasi, scolpite nella storia... L'uomo diventa spesso ciò che crede di essere. Se continua a dire che non si riesce a fare una certa cosa, è possibile che alla fine si diventi realmente incapaci di farla. Al contrario, se ho fiducia di poterla fare, acquisterò sicuramente la capacità di farla, anche se, all'inizio, magari non ne sono in grado.
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Etichette: amore, gandhi, non violenza, pace, vita
Discriminazioni in doppiopetto
Ancora una volta il perbenismo e la micragnosa miopia dei rappresentanti degli italiani che, sedendo con tutti i loro privilegi in Parlamento si trasformano in perfetti rappresentanti di se stessi, ha colpito. Alla Camera è stata infatti bocciata la legge contro l'omofobia. Per riuscire ad affossare una norma che, di fatto, avrebbe riconosciuto lo status di essere umani anche ai gay (peccato mortale, sia mai!!) l'udc dell'utilissimo pierfi casini ha pensato di sollevare un problema di incostituzionalità. Provo a spiegarlo in termini semplici. La norma al voto prevedeva aggravanti per tutti i fatti commessi «per finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato». Secondo l'udc (attenti!) il termine «orientamento sessuale» avrebbe portato a includere anche «zoofilia, pedofilia, necrofilia, masochismo e sadismo», orientamenti che - è chiaro - non possono essere difesi da una legge. E infatti pedofilia, zoofilia e necrofilia sono puniti per legge, e proprio per questo l'aggravante che doveva essere approvata in Parlamento non avrebbe mai potuto riguardare quelle che sono vere e proprie deviazioni e perversioni sessuali punite dal nostro Codice, e non certo orientamenti. Ergo la questione sollevata dall'udc suona (ma forse sono io, il solito prevenuto, a sentire la stecca...) come pretestuosa accademia per affogare la legge. E così è stato, con l'aiuto del partito delle libertà (le loro, mai quelle degli altri) e della solita smagliatura interna al pd. L'Italia, ad oggi, è uno dei pochi paesi (a parte quelli particolarmente democratici, per cui l'omosessualità è considerata un reato) a non avere un'aggravante per i reati commessi per finalità inerenti alla discriminazione sessuale. Ancora una volta: complimentoni a questi signori! Come ha scritto Paolo: non mi rappresentano.
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Etichette: politica
martedì 13 ottobre 2009
Italiani? Vecchi Draghi
La notizia: il governatore della banca d'Italia, Draghi, ha spiegato che bisogna sensibilmente aumentare l'età pensionabile...
Il commento: non se la prenda per ciò che sto per scrivere, governatore, ché posso assicurare che non ho nulla di persona contro di Lei, ci mancherebbe... anche perché il suo intervento si basa su dati, calcoli, previsioni e quindi è indubbiamente meritevole e corretto... ma ciò che mi chiedo, rendendomi conto di rischiare di abbassare il livello del dibattito su un tema delicato... bé, ciò che mi domando con tutto il dovuto rispetto governatore, ma anche in considerazione del fatto che lavoro da 15 anni e mi hanno già alzato l'età pensionabile 6 volte e che, andando così, me la innalzeranno almeno in un'altra ventina di occasioni... insomma ciò che sto tentando di dirLe, con il sorriso sulle labbra e la morte nel cuore... pensa che sia davvero irriverente da parte mia chiedere a Lei, solo in qualità di portavoce di questa lieta novella sull'innalzare l'età pensionabile alla tomba e anche a nome di tutti i giovani che faranno sempre più fatica a entrare in un mondo del lavoro saturo di non più pensionabili... per farla breve e arrivare al punto, caro governatore, posso porre una domanda forse un tantino sopra le righe? Posso? Davvero? Ma andare un po' a fare in culo? Sembra brutto??
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Wrecking ball
I was raised out of steel here in the swamps of Jersey,
some misty years ago
Through the mud and the beer,
and the blood and the cheers,
I've seen champions come and go
So if you've got the guts mister,
yeah if you got the balls
If you think it's your time,
then step to the line, and bring on your wrecking ball
Bring on your wrecking ball
Bring on your wrecking ball
Let me see what you've got, take your best shot
Bring on your wrecking ball
Bring on your wrecking ball
Bring on your wrecking ball
Take your best shot, let me see what you've got
Bring on your wrecking ball
My home is here in the Meadowlands,
where mosquitoes grow big as airplanes
Here where the blood is spilled, the arena's filled,
and Giants play the game
So come on raise up your glasses
and let me hear your voices call
Come on!
Tonight all the dead are here,
so bring on your wrecking ball
Bring on your wrecking ball
Bring on your wrecking ball
Yeah take your best shot, let me see what you've got
Bring on your wrecking ball
And we know that come tomorrow, none of this will be here
So hold tight on your anger
Yeah hold tight on your anger
Hold tight to your anger, and don't fall to your fear
Now when all this steel and these stories,
they drift away to rust
And all our youth and beauty,
it's been given to the dust
And our game's been decided,
and we're burning down the clock
And all our little victories and glories,
have turned into parking lots
When your best hopes and desires,
were scattered through the wind
And hard times come, hard times go
Hard times come, hard times go
Hard times come, hard times go
Hard times come, hard times go
Hard times come, hard times go
Just to come again, bring on your wrecking ball
Let me hear your voices call
Take your best shot, let me see what you've got,
bring on your wrecking ball
Come one!
Bring on your wrecking ball
Bring on your wrecking ball
Take your best shot, let me see what you've got,
bring on your wrecking ball
Mi hanno tirato su d'acciaio, qui nelle paludi del Jersey,
alcuni anni fa
Attraverso il fango e la birra,
e il sangue e le grida di incoraggiamento,
ho visto campioni venire e campioni andare
Così se avete il fegato signori,
se avete le balle
se pensate che questo è il vostro tempo,
allora mettetevi in fila e scagliate la vostra palla demolitrice
La mia casa è qui nel Meadowlands,
dove le zanzare crescono grandi come aerei
qui dove il sangue viene versato, l'arena riempita
e i Giants giocano la partita
Così alzate i calici e fatemi sentire le vostre voci
Stanotte tutti i morti sono qui,
quindi scagliate la vostra wrecking ball
E sappiamo che viene il domani, nulla di questo sarà qui
Così aggrappati alla tua rabbia
e non cadere nelle tue paure
Ora, quando tutto questo acciaio
e queste storie si perdono in ruggine
e tutta la tua giovinezza
e la tua bellezza è gettata nella polvere
e il nostro gioco è deciso,
e noi bruceremo l'orologio
e tutte le nostre piccole vittorie e glorie,
sono trasformate in parcheggi
Quando le tue migliori speranze e i tuoi migliori desideri,
sono dispersi nel vento
E i tempi duri vengono, i tempi duri vanno
...Solo per tornare di nuovo,
scaglia al tua wrecking ball..
Assesta il tuo colpo migliore,
fammi vedere ciò che hai,
scaglia la tua wrecking ball...
(nb non ho trovato una traduzione migliore a "palla demolitrice", per questo ho preferito lasciare "wrecking ball"... ah, dimenticavo: io c'ero...)
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Etichette: bruce springsteen
lunedì 5 ottobre 2009
Non ci riesco...
In questi giorni non riesco...
a sopportare l'ipocrisia del direttore del tiggìuno...
a sconfiggere il Minotauro...
a sperare in un'Italia migliore...
a sognare una Como più accogliente...
a sfruttare il tempo...
a liberare la testa...
ad ascoltare altra musica che non sia Bruce...
a stare a lungo al telefono...
a organizzare la valigia...
a sorridere come piace a me...
a gioire come piace a me...
a capire perché Obama non abbia ricevuto il Dalai Lama...
a prendere le distanze...
a farmi una polenta...
a convincermi che anche questi giorni finiranno e che tutto ciò che non riesco a fare ora, forse riuscirò a farlo domani...
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Etichette: io
giovedì 1 ottobre 2009
Le foglie di Anna
Un'ultima cosa su Anna Frank... non dico nulla di nuovo nell'affermare che è l'esempio di come la violenza e l'intolleranza siano strategie destinate ad essere sconfitte: Anna è stata deportata e ammazzata, ma i suoi sogni, il suo desiderio di felicità, i suoi principi di uguaglianza e di libertà si sono tramandati negli anni e nei continenti e quei messaggi sono diventati così forti proprio perché chi li aveva messi nero su bianco è stata vittima della violenza e dell'intolleranza... E' bello pensare di poter far vivere i propri sogni ben oltre il proprio corpo... se avete due minuti, fate un giro sull'albero di Anna e lasciate anche voi la vostra foglia.
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Etichette: anna frank, sogni
sabato 12 settembre 2009
Siamo seri
In tutta onestà voi, i funerali di Stato, per chi li fareste: per Mike oppure per Teresa? Forse è giunta davvero l'ora di spegnere la tv per ricordarsi quanto possa essere meravigliosa la realtà...
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giovedì 10 settembre 2009
Fiocco azzurro
Susy è diventata mamma. Paolo papà. Io mi sento un po' zio. E penso che le favole, a modo loro, esistano davvero.
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Finché c'è musica...
Non so pensare a una vita senza musica. E fatico a immaginare cosa sarei io, oggi, senza quelle canzoni che sono state colonna sonora di quella lenta e a volte dolorosa rivoluzione che è la crescita. Sono convinto che se non avessi percorso i chilometri che ho percorso con le cuffie calcate sulle orecchie oggi non sarei ciò che sono. Forse avrei fatto scelte diverse, non avessi incrociato il mio bisogno di emozionarmi con gli acquazzoni purpurei di Prince o con i sultani dello swing (Dire Straits). Probabilmente avrei sognato strade differenti, non fosse stato per la terra promessa e le strade secondarie di Springsteen. Di sicuro la parola amore avrebbe avuto significati differenti, senza le poesie in nota di Fossati o le struggenti For You e Thunder road e Racing in the street e tantissime altre del solito Bruce. Pure le favole si sarebbero esaurite molto prima, non ci fosse stato il burattino senza fili di Bennato a raccontarmele. E' chiaro che la voglia di rivoluzione e di fuga sarebbe stata più evanescente, senza i Modena city ramblers o gli U2. E volendo anche il bisogno di deprimersi un po', ogni tanto, non sarebbe stato lo stesso, fossero mancati certi massacranti testi dei Pink Floyd o di Roger Waters.
No, senza la musica sarei semplicemente un'altra persona. Con una vita differente. E sogni di certo diversi. Non so se migliore o peggiore e, onestamente, non m'interessa. So solo che non sarei io. Che non sarebbe la mia vita. E che ciò che sono, penso, amo, desidero, cerco lo devo a loro: agli Ac/dc come a Fossati e a Gaber come ai Led Zeppelin. A Elton John, gli Alan Parsons Project, i Marillon così come ai Pink Floyd. A Niccolò Fabi o Lucio Dalla come a Guccini e ai Modena. Lo devo sicuramente ai Dire Straits. E a Bruce "stinton", come la chiama mia figlia. E lo devo a tutte quelle note che, quando le rincontro, mi ricordano ciò che sono, sono stato e sarò. Sshhh....la musica ricomincia. Nulla di serio, tranquilli. E' solo la mia vita che fischietta sotto la doccia.
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Etichette: bruce springsteen, musica, vita
Il 5xmille a Mehala
Se vuoi puoi aiutare l'associazione Mehala Onlus a portare avanti il sogno di un mondo dove tutti i bambini possano avere le stesse opportunità e gli stessi diritti. Destina il cinque per mille della dichiarazione dei redditi a favore dei bambini abbandonati e senza famiglia. Sulla tua dichiarazione dei redditi, nello spazio dedicato al cinque per mille, scrivi il codice fiscale di Mehala Onlus: 94023350138. Grazie





