Silviononmio dice che viviamo in una "povera Italia" a causa della disinformazione dei quotidiani... ho letto "Chi", "Panorama" e "Il Giornale" e sono incredibilmente d'accordo con lui. Per fortuna non esiste solo la voce del padrone. Per fortuna ci sono quotidiani che non sono della Famiglia B. Per fortuna non esiste solo la velenosa aggressione alle persone. Per fortuna si possono ancora leggere storie e commenti come questo...
Il mio sogno strozzato di bimbo era di montare sul primo treno diretto a Chissadove. Lo sta realizzando in mia vece Toby Field. Toby è un moccioso inglese di quattro anni che ogni tanto scappa dalle sottane della madre, sgambetta fino a una stazioncina del Kent e monta sul primo treno diretto a Chissadove. Lo ha già fatto quindici volte e quindici volte lo hanno bloccato i ferrovieri, ai quali egli si rivolge con educazione per chiedere un biglietto e avere informazioni sul viaggio. Rimane sempre deluso. Essendo adulti, ne sanno molto meno di lui: oltre il finestrino vedono prati e fabbriche, mentre per Toby ci sono mari tempestosi e vascelli in fiamme. Alla stazione successiva lo fanno scendere e accomodare in sala d’attesa per dare il tempo all’ansimante mamma Kirstie di venire a riprenderselo. La povera donna ha paura del giorno in cui il figlio perderà l’innocenza e da poeta si trasformerà in ladro: appena incomincerà a nascondersi ai bigliettai, quello a Chissadove è capace di arrivarci sul serio e anche di perdercisi. Così da qualche tempo in tutte le stazioni del Kent, accanto alla foto della regina Elisabetta, campeggia quella di un moccioso di quattro anni: chiunque lo veda aggirarsi su un treno è pregato di fermarlo.
Ho il cuore spaccato. Mi immedesimo nell’ansia della madre, però immagino anche quanto sia bello essere Toby. Alla sua età l’importante non è ancora arrivare, ma mettersi in cammino. La meta del viaggio rappresenta solo lo stimolo per partire. E chi incomincia presto a cercare ciò che ama, finirà quasi sempre per amare ciò che trova.
Di Massimo Gramellini da lastampa.it
sabato 5 settembre 2009
Le ragioni di silvio
Pubblicato da Pol a 16.27
Etichette: berlusconi, giornalismo, libertà
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3 Comments:
Bellissimo articolo, sembra quasi un racconto di Mark Twain! Il nano avrà confuso la spazzatura dei suoi giornali (che rifiuto di leggere, come rifiuto di vedere i suoi tg) con gli altri, pensando forse che quando si ha un certo potere si debba per forza di cose avere anche sempre e solo ragione. La storia insegna... tutti gli uomini di potere hanno perso la testa sul trono (qualche volta in tutti i sensi...) lui è partito avvantaggiato! Ne era già sprovvisto da prima! :)
su nano anziano non commento...non ho voglia di guastarmi l'umore...
invece sul geniale grande nano di quattro anni...se tornassi indietro, lo farei anch'io...anzi dovrei trovare il coraggio di farlo ora..per andare avanti!
Il racconto è bello. E anche Toby è bello.
Ma, 'sta madre che gli scappa di casa un figlio di quattro anni per quindici volte?
mi perplimo...
marina
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