E' incredibile quanto possano essere moleste le flatulenze di taluni cervelli. Ho letto e riletto la notizia, rilanciata da quasi tutti i quotidiani oggi in edicola (nonché on line) circa la "campagna soci" della sezione italiana del ku klux klan. La prima lettura è stata accompagnata da un sentimento di incredulità. La seconda da una fastidiosa sensazione di preoccupazione. La terza da un'annoiata reazione di sdegno. La quarta da una sana risata. Ed è quest'ultima, mi sembra di poter dire, la reazione più giusta. Perché di fronte al nulla nascosto (ma neppure troppo) dietro alle pompose e deliranti parole riportate dai seguaci nostrani dei cappucci bianchi Usa non è concesso avere paura. E' indubbio che a scrivere quelle farneticazioni razziste, omofobe e neanche molto velatamente naziste ci siano braccia rubate ai campi di concentramento - è questo è oggettivamente preoccupante - ma la storia dovrebbe avere insegnato che più degli slogan può la sostanza, che più dell'odio può l'amore, che più della violenza può un sorriso. E che il fastidioso puzzo di una scoreggia, come quella emessa dal cervello dei cappuccetti bianchi, è sì nauseabondo, ma di breve durata.
p.s. Consiglio anche la lettura di Michele Serra qui sotto, che scrive su un'analoga questione di idiozia xenofoba
martedì 3 novembre 2009
Aerofagie cerebrali
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1 Comment:
Una risata li seppellirà tutti...speriamo.
Semplicemente meraviglioso il pezzo di Michele Serra.
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