La vicenda Marrazzo nasconde una verità più sottile della boccaccesca e inquietante storia ormai ben nota. Ed è una verità che ci tocca direttamente, nelle vesti di cittadini rappresentati da una classe politica che non è più (ma forse non lo è mai stata) lo specchio di ciò che l'Italia davvero è. Soprattutto in un'epoca di recessione. Un presidente della Regione, uomo che ha il potere di incidere con forza sulla vita quotidiana dei suoi rappresentati, che sposta immense moli di denaro pubblico sulla scacchiera delle priorità, che è voce ascoltata e determinante nel proprorre e approvare leggi, che dovrebbe pensare all'interesse di tutti e soprattutto delle fasce più deboli e più povere della società, quelle da sempre più disarmate - in particolare nei periodi di crisi come l'attuale - dovrebbe essere in grado di sapere o quantomeno di potersi immaginare ciò di cui è chiamato a deliberare. Ma come può un uomo, che ha l'opportunità di girare senza alcuna remora con 5mila euro in contanti nel portafoglio da spendere in una sera per un rapporto sessuale con un trans e una tirata di cocaina, anche solo immaginare cosa possa significare per una famiglia far bastare quei 5mila euro per un minimo di 4 o 5 mesi di bollette, rate, cibo? Quale contatto con la realtà deve avere quell'uomo che, se avesse avuto il vizio del fumo anziché quello di intricate intimità con tanto di droga party, si sarebbe anche potuto permettere di usare le banconote da 500 euro per accendersi le sigarette, invece che utilizzarle per far quadrare i conti di fine mese?
Di Gandhi e di San Francesco ce ne sono stati due nella storia ed è un'ingiusta utopia aspettarsi che i nostri rappresentanti (dal più piccolo dei Comuni fino al Parlamento) ricalchino quelle scelte di vita uniche e straordinarie. L'alternativa non può però essere quella attuale, di politici con stipendi mensili che un operaio deve sudare un anno per guadagnarsi, di governatori e sindaci pronti a giurare di pensare prima di tutto ai poveri senza neppure avere la possibilità di immaginare cosa voglia dire essere poveri. Queste persone dai conti in banca decisamente più alti dei valori che fingono di avere non mi rappresentano: sono vite marziane, inconciliabili con la vita sulla terra. E fino a quando la politica continuerà a essere solo carriera e privilegi sarà difficile anche solo sperare in un futuro migliore e in un presente meno falso.
mercoledì 4 novembre 2009
Vite marziane
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Il 5xmille a Mehala
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2 Comments:
concordo di forza con le tue parole.
trovo i tuoi ragionamenti particolarmente fini. come può quell'uomo sapere il valore reale dei 5000 euro?
Giustissimo, non ci avevo neanche pensato.
Ma facciamo un passo in più.
Come si potrebbe fare per sistemare questa anomalia?
Con una legge che fanno loro?
O cos'altro?
Non te lo chiederei se non fossi in fondo speranzoso in una tua risposta brillante che mi permetta di vedere un futuro percorribile.
Ciao pol!
Gianluca
Da un pò di tempo sostengo che nessuna classe politica mi rappresenterà finchè non ci sarà qualcuno che metterà davvero mano a queste profonde e abberranti ingiustizie...Son convinta che dobbiamo partire da lì!
Ricordati che la pensione minima dei lavoratori dipendenti non arriva a 500 euro mensili, così come la pensione di invalidità civile...
Bel post!
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