mercoledì 29 febbraio 2012

La forma della vita



Gandhi ha liberato un paese di un miliardo di persone dall'occupazione inglese con la non violenza e in Italia si trasforma la legittima protesta di una valle contro un'opera che non convince in un'occasione per distruggere, assaltare, provocare, ferire. E il dibattito che ne segue suona come uno scambio di cori tra ultras, piuttosto che un'occasione di confronto.


Se c'è chi ritiene falsa l'affermazione "la storia non ha insegnato nulla", di fronte a quanto sta avvenendo attorno alla protesta dei No Tav dovrà ricredersi. E' da un paio di giorni che vorrei scrivere su questo argomento. Da quando Luca Abbà è precipitato da quel maledetto traliccio sul quale si è arrampicato. Mi sono trattenuto per la paura di inserire anche la mia voce in quei famosi cori da ultras.


Mi sento sfiancato di fronte ai troppi titoli di giornale vergognosi (sposo le parole di Michele Serra sull'Amaca di oggi) e ai troppi dibattiti intrisi di vetusta retorica da Sessantotto (periodo storico che io considero importantissimo, pur non avendolo vissuto, ma che è - appunto - storia). Sallusti e il suo giornale hanno perso l'ennesima occasione (ormai temo siano senza speranza) per utilizzare in modo intelligente e saggio il potere della carta stampata. A Radio Popolare, per contro, ho ascoltato parole che non condivido e che trovo dettate solo dal tifo, piuttosto che dalla ragione: perché dovrebbe essere colpa del poliziotto che stava salendo sul traliccio per invitare Abbà a scendere, se il manifestante è caduto? L'ha forse tirato giù lui? L'ha forse manganellato, spinto, strattonato, creato insomma i presupposti per farlo precipitare da quel maledetto traliccio?


Abbà crede nella sua protesta. Ha dedicato la sua vita alla sua terra e sente forte dentro di sé il bisogno di tutelarla da quella che lui considera una minaccia: la Tav. Per questo nessuno può permettersi di bollarlo come un "cretinetti". Ma nessuno può neppure incolpare la polizia o le forze dell'ordine di aver creato i presupposti per il suo dramma. E, soprattutto, nessuno dovrebbe strumentalizzarlo quel dramma mettendo a ferro e fuoco paesi, autostrade e città. Lo scontro violento non è la soluzione. Anche perché dietro quella violenza si nascondano eserciti a cui la battaglia dei paesi della Val Susa molto probabilmente non frega nulla.


Concordo con quanto diceva, a Radio Popolare, un esponente del Pd: la democrazia ha molte imperfezioni, ma è sicuramente la migliore forma di convivenza conosciuta. Se iniziamo a giustificare che scelte democratiche (contro le quali magari abbiamo opposto le nostre ragioni, uscendo sconfitti da una maggioranza che la pensava in modo differente) possano essere messe in discussione da una frangia violenta (che arriva addirittura a minacciare di morte un uomo come Giancarlo Caselli!!... sarebbe il caso di ricordare a questi gladiatori della vita che minacciare giornalisti e magistrati è uno dei sistemi preferiti dalle mafie) allora dovremo anche tenere conto che questo possa avvenire anche a ruoli invertiti.


La violenza, l'ho già scritto, mi spaventa. Spegne i cervelli. Manda in blackout i cuori. Soffoca le ragioni della protesta, anche quando sono sacrosante. E di fronte a questa violenza, come cantava Gaber, c'è solo lo sgomento. L'immagine del grande smarrimento. Io resto umano. Con le mie debolezze. E con il mio sogno di non violenza.


Apprendere che nella battaglia della vita si puo' facilmente vincere l'odio con l'amore, la menzogna con la verita', la violenza con l'abnegazione dovrebbe essere un elemento fondamentale nell'educazione di un bambino (Gandhi)

4 pensieri:

Clode ha detto...

Grazie. Hai espresso un'opinione prima di tutto umana, nel pieno significato del termine. Credo che davvero in momenti come questo bisogna ricordarsi che esiste un modo diverso di combattere, e può esistere. Altrimenti non lo vedremo mai realizzato.

Alessandra Lacaita ha detto...

bellissimo pensiero!

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

Uno dei pensieri più lucidi e obiettivi che ho letto al riguardo negli ultimi giorni. Bravo.

Viviana B. ha detto...

Bellissimo post. Complimenti davvero!