lunedì 5 marzo 2012

Non lasciarmi o t'ammazzo



Quale vuoto deve esserci nell'animo degli uomini che, sentendosi andare a fondo, decidono di tirare nell'abisso con sé anche gli altri? Quale povertà di belle emozioni accompagna l'esistenza di quelli che, sentendosi traditi, lavano l'onta nel sangue? Ascoltavo le parole di Massimo Gramellini sul perdono, ieri da Fazio, e mi sono ritrovato perfettamente. Come se, quei concetti, fossero stati pensati come un abito su misura per me.


"Non esiste un rimedio ai torti che pensiamo di aver subito. Esiste un rimedio al dolore che ci hanno causato. E quel rimedio si chiama perdono".


Brescia ieri. Verona oggi. Il perdono sembra essere uno degli obiettivi più ardui da raggiungere. Ancora troppo spesso la vendetta suona come l'unica consolazione. Ma se i vendicatori avessero la forza di guardarsi veramente dentro, forse potrebbero raccontarci quanto inutile, stupida e dannosa sia la strada che loro hanno imboccato. E non solo o non tanto per il dolore creato ad altri, in quel momento il pensiero degli altri è infatti il deterrente più inutile e blando che vi possa essere, quanto piuttosto per l'abisso in cui ci si infila.


La vendetta è un po' come percorrere una strada senza uscita e, arrivati in fondo proprio davanti al burrone, invece di tornare indietro e cercare una nuova via si decide di lanciarsi nel vuoto. Ed è il vuoto l'unica consolazione che resta a chi non sa più cosa significhi la parola perdono.

6 pensieri:

Viviana B. ha detto...

Analisi davvero profonda, che condivido in pieno.

SoloDinamo ha detto...

bravo Paolo.
Parlare di perdono è senz'altro giusto, ma di fronte a questi gesti di pura delinquenza cos'altro si può aggiungere ?
Gelosia, perchè ?
Si tratta di gente separata o in fase di separazione, mi piacerebbe conoscere il senso di un atteggiamento geloso nei confronti di una persona con la quale è finito tutto.
Forse possessività, o credere di essere gli arbitri del destino degli altri.
Delinquenza, appunto...fatti che trovano la loro spiegazione solo in bassi istinti criminali.

Paolo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Paolo ha detto...

Gramellini è un grandissimo ed esprime in un modo bellissimo concetto quasi perfetti. Lo leggo, lo ascolto e mi indica una strada.

Allo stesso tempo, da quanto è perfetto, lo seguo ma lo sento distante. Come se io fossi più "barbaro" di lui per cui la mia strada non può essere quella perfetta da lui indicata.

Non so, c'è troppa perfezione in quello che scrive che mi blocca, mi intasa. Poi il suo corpo non si muove in modo coerente con questa idea di perfezione che esprime a parole. La sua fisicità non la vedo allineata con quello che dice.
Qui mi fermo nel dire cazzate che nessuno può capire perché neppure io le capisco.

Il resto è il classico trauma da amore possesso tipico di chi non si conosce e si affida ad altri per vivere. Poi quando gli altri se ne vanno impazzisce.

zefirina ha detto...

non so se riuscirei a perdonare, però non cercherei vendetta

Pol ha detto...

@Viviana... ;-))

@Solodinamo... hai ragione, delinquenza pura... ma dietro questa delinquenza c'è qualcosa che mi spaventa forse di più...

@Paolo... come sempre dai voce a una sensazione che ho avuto anch'io: il Gramello lo preferisco tutta la vita su carta stampata che in tv... lì non mi convince. Perché? Perché è vero, la sua fisicità non è allineata a ciò che dice... grande, micio

@Zefirina... perdonare è una delle cose più difficili da fare... io ci ho impiegato sette anni di sedute dalla psicologa :))